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ASS. PER TUFINO: PROGETTO PER LA CREAZIONE DI UNO SPAZIO AUTOGESTITO

Con protocollo 786 del 17/02/2014 l’Associazione Per Tufino ha presentato all’Amministrazione Comunale e al Sindaco di Tufino il progetto per la creazione di uno spazio autogestito nella ex-mensa Bruno. Di seguito il progetto presentato:

PROGETTO PER LA CREAZIONE DI UNO SPAZIO AUTOGESTITO

ex mensa bruno

CENTRO SOCIALE E CULTURALE – MUSEO DI CIVILTA’ CONTADINA E ANTICHI MESTIERI”

INTRODUZIONE

La crescita sociale e culturale dell’ individuo è un traguardo, per chi si occupa di politica, da raggiungere in ogni modo, nella certezza che la crescita culturale rappresenta la premessa per lo sviluppo civile e democratico di tutta la Comunità. Perché crescita culturale significa crescita sociale, solidarietà, coscienza civile, cittadinanza consapevole, rispetto dell’altro e del diverso, rispetto delle regole e della legalità.

E ancora, un paese vive ed ha un futuro quando i suoi abitanti si sentono una comunità e cioè si riconoscono in una cultura ed in un sentire comune, hanno spirito d’appartenenza, sentono proprie le tradizioni, gli usi e le esperienze del luogo, e tutto questo costituisce un patrimonio di conoscenza comune cittadina che serve da identificazione della comunità.

Incentivare la crescita culturale e civile del cittadino e salvaguardare o ricostituire la cultura comune e conservare o restituire al paese la sua identità: pensiamo che questo sia il compito istituzionale che deve caratterizzare la politica culturale di una qualsiasi amministrazione comunale. L’ente locale è al servizio della persona-cittadino alla cui crescita contribuisce, il Comune deve facilitare e promuovere la libera espressione dell’iniziativa dei cittadini, singolarmente o in forma associata considerandola una risorsa irrinunciabile.

Investire sulla cultura, quindi, è una scelta importante, significa investire sullo sviluppo del paese, sulla qualità della vita di tutti,ma è anche una scelta di civiltà e di democrazia.

La scarsità di risorse pubbliche che sembra caratterizzare l’attuale fase amministrativa del nostro Comune può costituire un alibi per l’assenza di qualsivoglia investimento culturale. Però l’ente pubblico ha risorse da socializzare: gli spazi, che se ben utilizzati servono a ricreare comunità.

Edifici poco o per niente utilizzati possono diventare invece luoghi in cui promuovere momenti di aggregazione, di solidarietà, di crescita culturale e sociale, di rapporto tra le generazioni, di tutela dei diritti civili, dell’ambiente e della qualità della vita.

Per questo pensiamo che compito dell’Amministrazione pubblica sia quello di mettere a disposizione le proprie risorse immobiliari non utilizzate (riuso del patrimonio edilizio pubblico esistente), affinché possano servire per la rivitalizzazione sociale e culturale del nostro paese.

Del resto, l’art 66 dello statuto comunale recita che “il comune valorizza le autonome forme associative e di cooperazione dei cittadini attraverso forme di incentivazione”, e l’art 69 prevede che “alle associazioni e agli altri organismi di partecipazione possono essere erogate forme di incentivazioni con apporti sia di natura finanziaria-patrimoniale, che tecnico-professionali e organizzative”.

L’utilizzo di spazi comunali che favoriscano la socializzazione, la comunicazione e la partecipazione dei cittadini possono essere il modo con cui l’A.C. concretizza la sua politica culturale tesa a valorizzare ed esaltare le potenzialità, le risorse e le intelligenze dei propri cittadini.

 

LE RAGIONI DEL PROGETTO.

Nel nostro paese non esiste uno spazio, sia fisico che politico, che permetta le attività della cosiddetta “società civile”. Uno spazio aperto alla frequentazione, invitante, che promuova informazione crei interesse e partecipazione, che coinvolga la comunità attivamente nel realizzare la cosiddetta “democrazia partecipata”, che promuova discussioni pubbliche su argomenti locali per informare e avvicinare la cittadinanza all’amministrazione locale e renderla partecipe delle scelte che la stessa opera.

Il progetto nasce quindi dalla necessità di trovare uno spazio dove ci si possa confrontare e dialogare, e la decisione di presentare un progetto di un “centro culturale” rappresenta dunque il culmine di un percorso collettivo di richiesta di spazi, tematica che riteniamo di vivo interesse per tutta la popolazione. Interpreti di questi bisogni sono stati i soci dell’ Associazioni “Per Tufino” che hanno preparato questo progetto.

Il nostro progetto propone “il riuso” di un edificio non utilizzato che possa diventare uno spazio di dialogo e di confronto per i cittadini; un progetto che consideri socialità, cultura e attivismo sociale al di fuori delle logiche di parte ma funzionali ai bisogni e ai diritti della comunità. Il nostro progetto di un centro sociale vuole pertanto inserirsi nel vuoto culturale e relazionale che si respira nel paese.

Uno spazio così realizzato può diventare un punto di riferimento culturale e di aggregazione per tutti quelli che si ritrovano in questo progetto, per tutta la cittadinanza, per la popolazione giovanile, può diventare un luogo che svolga la funzione di “facilitatore sociale” delle relazioni interpersonali e da ponte tra le differenti esperienze culturali e politiche.

Vi è inoltre la necessità di trovare lo spazio adeguato alla grande quantità di arnesi e utensili di civiltà contadina e di antichi mestieri posseduti da Michele Esposito.

Come è da reperire uno spazio in cui istituire una biblioteca cittadina.

La struttura da noi individuata, l’edificio della ex “mensa Bruno” sito in via Roma, rappresenta la collocazione ideale del progetto che immagina il Centro Socio-Culturale come un contenitore che comprende:

1- Sede delle associazioni

2- Museo

3- Spazio WI-FI e sala multimediale

4- Biblioteca /Videoteca

 

LA GESTIONE

La gestione del centro si baserà sul volontariato (autogestione) e sulle risorse umane delle realtà associative ospitate e cioè i soci delle associazioni “Per Tufino” e di altre associazioni presenti sul territorio con iniziative politiche, sociali e culturali.

Pensiamo ad un progetto della e per la cittadinanza. Uno spazio regolato da un’assemblea di gestione dove chiunque possa esprimersi liberamente e presentare progetti. Ciò allo scopo di rendere protagonisti i partecipanti, con un coinvolgimento diretto degli stessi nella gestione del posto, sulla base di principi democratici e organizzazione orizzontale.

Il centro sociale sarà gestito quindi in maniera comunitaria e collettiva, permettendo a chi partecipa alle iniziative di esserne al tempo stesso promotore ed organizzatore: le decisioni verranno prese da un’assemblea a cui tutti coloro che frequentano il luogo possono prendere parte, attraverso dinamiche vicine al metodo del consenso più che delle votazioni a maggioranza e cioè che non sia solo l’espressione dell’accordo tra la maggioranza dei partecipanti, ma che integri nella decisione anche le obiezioni della minoranza.

 

IL PROGETTO

  1. LA SEDE DELLE ASSOCIAZIONI

Il progetto prevede di ospitare all’interno di un unico contenitore le associazioni attive sul territorio in modo che conoscendosi, possano interagire, ampliando sempre più la possibilità di soddisfare i bisogni dei cittadini per offrire loro e alle associazioni stesso un punto di riferimento, servizi ed occasioni sempre più adeguate di incontro e di confronto, sulla base di regole definite e condivise, nel rispetto di ogni peculiarità.

Non è solo quindi la sede comune delle associazioni ma anche una piazza per tutti i cittadini, un luogo dove incontrarsi, svolgere delle attività, dove vivere momenti di socialità e di confronto, un centro dedicato a promuovere la crescita culturale e a qualificare le relazioni interpersonali.

 

  1. IL MUSEO DI CIVILTA’ CONTADINA E ANTICHI MESTIERI

La passione, la competenza maturata, la ricerca costante di un nostro concittadino per la salvaguardia dei manufatti riguardanti antichi mestieri e di oggetti del tempo passato ci spingono a immaginare uno spazio espositivo che possa rendere pubblico un patrimonio che racconta la storia e le trasformazioni della vita sociale della nostra comunità inserita in un’epoca di grandi cambiamenti.

L’Associazione Per Tufino in ossequio alle ragioni tendenti a promuovere e valorizzare le libere espressioni dei soggetti della propria comunità, raccolgono il desiderio di Michele Esposito, che da tempo chiede alle autorità comunali uno spazio idoneo per la libera fruizione del materiale raccolto lungo gli anni, lo fanno proprio e propongono la realizzazione del Museo di Civiltà Contadina e Antichi Mestieri all’interno della struttura comunale sita in via Roma.

Le Associazioni che presentano questo progetto si propongono di affiancare al Museo di Civiltà Contadina e Antichi Mestieri un Archivio fotografico e di documenti riguardante l’estrazione e la lavorazione del tufo dalle quali proviene il toponimo della comunità tufinese.

 

  1. LA BIBLIOTECA

La biblioteca non è concepita solo come “la casa dei libri” ma vuole essere un punto di scambio culturale e, perché no, di autoformazione. Si possono prevedere e realizzare fasi di approfondimento, nonché dibattiti, conferenze e quant’altro possa valorizzare e veicolare il patrimonio culturale.

La biblioteca, quindi, come luogo di lettura libera, come luogo di ricerca come luogo di prestito organizzato come laboratorio di educazione alla lettura.

Ma la pensiamo molto di più di una biblioteca: Oltre ai libri si possono avere in prestito giochi, dvd, cd, fumetti, giornali e riviste. E nella biblioteca si può leggere, studiare, guardare un film, navigare su internet, incontrare amici, partecipare, condividere esperienze, conoscere la storia di Tufino.

L’associazione “per Tufino” dispone attualmente di un consistente patrimonio librario che sarà traslocato nella biblioteca. La dotazione di volumi potrà essere incrementata anche sulla base dell’ auto recupero magari coinvolgendo i cittadini in una raccolta di libri usati che verrebbero quindi messi a disposizione dell’intera cittadinanza.

 

  1. SPAZIO WI-FI

All’interno dello spazio di “centro culturale”, pensiamo rivesta particolare importanza la comunicazione e la diffusione della conoscenza delle nuove tecnologie multimediali contemporanee.

Il digital divide, o divario digitale , è il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione (in particolare personal computer e internet) e chi ne è escluso, in modo parziale o totale. I motivi di esclusione comprendono diverse variabili: condizioni economiche, livello d’istruzione, qualità delle infrastrutture, differenze di età o di sesso, appartenenza a diversi gruppi etnici, provenienza geografica. Divario, disparità, disuguaglianza digitale significano in sostanza la difficoltà di alcune categorie sociali, o di interi paesi, di usufruire di tecnologie legate all’uso di internet e PC.

Il centro sociale con la sua area WiFi e le sue dotazioni elettroniche vuole offrire a tutti e anche a soggetti con seri problemi economici di usufruire di tutte le potenzialità che offre la tecnologia multimediale con la possibilità di accedere alle informazioni e alle rete in modo gratuito e continuato.

 

COSTI E BENEFICI

La nostra proposta prevede che, a carico del Comune che concede l’edificio in comodato d’uso gratuito, restino solo le spese di energia elettrica e del servizio idrico mentre le restanti spese (telefono, internet, pulizia dei locali, arredi) siano a carico delle associazioni ospitate.

La comunità riceve in cambio:

il servizio di biblioteca (raccolta e catalogazione dei libri, prestito gratuito, consulenza e orientamento nelle ricerche, raccolta di libri e bibliografia riguardante la storia locale ecc.)

la connessione ad internet libera e gratuita all’interno del centro.

L’uso delle attrezzature (elettroniche, espositive) e del materiale documentale delle associazioni.

la collaborazione per la ideazione, progettazione e realizzazione di attività culturali e sociali condivise da proporre all’Amministrazione Comunale.

Il progetto quindi incentiva l’attuazione di una politica culturale sempre assente sul territorio comunale e sollecita l’Amministrazione Comunale a farne un punto politico-programmatico da implementare negli anni.

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