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Lettera aperta a…?

Lista Civica per Tufino non ha mai avuto timore di “suggerire idee e consigli” alle amministrazioni comunali per il progresso civile, sociale e culturale della comunità. Nel passato e nel presente. Però non sappiamo come fare. Nonostante gli impegni assunti in campagna elettorale nessuno strumento formale è stato attivato per la partecipazione democratica da parte dell’amministrazione in carica. Per questo siamo costretti ad affidare le nostre “idee” e i nostri “consigli” a un manifesto che però non sappiamo a chi indirizzare (a “Tufino Libera” che chiede idee e consigli firmando la lettera ai cittadini, o all’amministrazione?), oltre che ai nostri concittadini. Noi capiamo perché il manifesto sui debiti comunali è stato firmato da “Tufino Libera” e non dall’amministrazione: Angelo Esposito è stato assessore al bilancio della giunta Ferone per oltre 7 anni e poi consigliere comunale di opposizione; Pellegrino Falco è stato vicesindaco della giunta Ferone e poi consigliere comunale di opposizione;  il nostro Sindaco Antonio Mascolo è stato consigliere comunale di opposizione per 10 anni. È inconcepibile che non conoscessero la situazione finanziaria del Comune visto che il loro compito principale era quello di controllo. Comunque raccogliamo l’invito rivolto ai cittadini di Tufino, pensiamo anche a noi, (o no?) e proponiamo alcune   nostre idee.

“Tufino libera” nella lettera ai cittadini “minaccia” sacrifici  non leggeri: non vorremo aggiungere, dopo Berlusconi, Monti e Ferone, il nome di Mascolo alla lista di chi ha più contribuito ad aggravare la situazione economica personale dei Tufinesi. Già troppo paghiamo! Non è giusto che le colpe delle passate amministrazioni vengano fatte pagare dalle tasche dei cittadini di Tufino. Ci aspettiamo invece che l’amministrazione comunale, sensibile alle difficoltà che sta vivendo la comunità, se ne  faccia carico.   E lo faccia a partire dalla  TARSU (tassa sui rifiuti), che è tra le più alte della Provincia di Napoli, e tenendo al minimo l’aliquota IMU.

Il Comune ha, per parte corrente, una spesa di circa tre milioni di €. Risparmiare eliminando gli sprechi e razionalizzare dovrebbe essere relativamente semplice: bisogna però avere la volontà di farlo. In questo senso ben venga una “Spending review” anche non leggera che tagli spese inutili e privilegi e cercando di salvaguardare, e possibilmente aumentare, la spesa sociale e culturale.

Ogni amministrazione democraticamente eletta, anche se non maggioritaria, ha la facoltà (o il dovere) di proporre la sua idea di città per il quinquennio di governo. Per questo troviamo giusto che l’amministrazione Mascolo abbia revocato il “PUC di Ferone”. Ci auguriamo però che vengano almeno rispettate le procedure di formazione del piano (confronto con le rappresentanze economiche,sociali e culturali del territorio) e che si sia aperti alle giuste indicazioni che potrebbero venire da questi incontri. Noi,  per esempio, condividiamo l’indirizzo politico di localizzare l’eventuale zona di espansione di  edilizia residenziale tra i nuclei urbani preesistenti fermo restante il proposito di evitare quanto più è possibile il consumo di territorio e fatto salvo il recupero dell’ esistente (centro storico). Non condividiamo certamente il disegno, dichiarato dal vicesindaco, di espandersi verso Cicciano o Roccarainola. Non è interessante da un punto di vista urbanistico né ha senso, a meno che non si debba pagare qualche debito assunto a Risigliano durante la campagna elettorale.

Sono passati quasi cento giorni dall’insediamento e nessuno si   è accorto che è cambiata l’amministrazione. In cento giorni Napoleone riconquistò e riperse un impero (senza soldi). Certo Mascolo non è Napoleone. Però non ci si può trincerare dietro la litania della mancanza di fondi per giustificare l’assoluta immobilità di questa amministrazione. Dare segnali di cambiamento non richiede risorse o capitali:  non sono necessari interventi costosi o opere faraoniche. Sarebbe già un grosso segnale di cambiamento l’ordinaria amministrazione efficiente ed efficace ma sarebbe una vera rivoluzione ricordare:

Il cambiamento non è una persona, non è un gruppo, non è una forza, non è un diverso cognome, il cambiamento è il metodo, il modo di trattare le questioni, la volontà di ascoltare tutti e di mettere tutti al centro dell’amministrazione. 

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