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Questione rifiuti

Il documento dei tre sindaci che non hanno firmato l’Accordo di Programma sui rifiuti

Nell’attesa di conoscere quelle ufficiali del sì, cioè le motivazioni per le quali è stato sottoscritto  con la Provincia di Napoli e la Regione Campania un accordo di programma per la risoluzione del problema rifiuti, si ritiene doveroso portare a conoscenza dei cittadini e delle Istituzioni territoriali le ragioni del no, ovvero i motivi per i quali alcuni sindaci hanno  deciso di non firmare l’accordo.

In estrema sintesi e con la chiarezza massima, le ragioni del “no” sono le seguenti:

a)-L’autonomia degli ambiti, la loro delimitazione e composizione, la loro stessa esistenza sono costruzioni non legittimate, non avendo l’Ente preposto (Provincia di Napoli) ancora provveduto a deliberare in merito nelle sedi e con le procedure dovute.

Peraltro, anche sul piano meramente pratico-operativo, l’assenza di un piano provinciale d’ambito, e quindi di una visione e di una strategia d’insieme, vanifica gli sforzi localistici del“fai da te”, sia pure apprezzabili dal punto di vista dell’impegno.

b)- Il testo dell’accordo, al netto dei visto, considerato e ritenuto e delle tante altre ovvietà disseminate a piene mani dappertutto, merita, a nostro modesto avviso, un’attenta lettura e una seria riflessione solo relativamente ad alcuni punti.

Il primo  riguarda l’assoluta disponibilità dei Comuni dell’Area (non tutti) ad offrire, su un piatto d’argento, invasi per accogliere i rifiuti trattati dallo STIR e identificati col codice CER 19.05.03.

La precisazione che trattasi solo dei nostri rifiuti tranquillizza molto relativamente.

Si legge, infatti, tra le righe, che, con un altro specifico accordo, si potrebbe consentire, in nome di un principio di solidarietà a pagamento, lo sversamento di rifiuti  di altra provenienza anche se della stessa tipologia. (Accordo pag. 6; art.6 pag.15).

Peraltro, viste alla luce dei “numeri” che gli stessi estensori di una delle tante bozze dell’accordo ci hanno fornito, le nostre preoccupazioni sono più che giustificate.

Proviamo a dimostrarlo.

A fronte delle poche unità di migliaia di tonnellate di “compost fuori specifica” (si rifletta sul fuori specifica) provenienti dall’indifferenziato prodotto dai Comuni dell’Area Nolana, le disponibilità offerte, che oltre ad un numero considerevole di cave, riguardano anche le discariche di Paenzano I e  II, sono francamente troppe per  non insospettire (Accordo ; art.5, commi 11 e 12).

Un conticino tra la durata dell’accordo(due anni), potenziale capacità degli invasi e quantitativo di rifiuti prodotti dall’Area Nolana, fa apparire in tutta evidenza le sproporzioni.

c)- Paenzano I e II, nel mentre nella premessa dell’accordo vengono considerate discariche per le quali è consentito solo un intervento di bonifica (Accordo pag. 6), che per nessun motivo sarebbero dovute essere riattivate (risultanze del Consiglio Comunale aperto di Tufino, ufficialmente recepite, condivise e deliberate da quasi  tutti i Consigli comunali  dell’Area), balzano al primo posto nella speciale graduatoria delle disponibilità offerte (Accordo art.5 comma 8).

Ma solo per ricomporle, ricoprirle e risagomarle: è precisato nell’accordo!

Al riguardo è forse utile ricordare che quando fu aperta Paenzano I (noi c’eravamo) il relativo progetto, nelle prime righe della parte descrittiva, presentava l’intervento proprio come “ricomposizione ambientale”.

Paenzano era e rimane in cima ai pensieri di tutti: gira e rigira è sempre e solo qui che si torna.

d)-Si è detto e si è scritto sempre nella premessa del testo che l’accordo nasce all’insegna dell’autonomia e dell’autosufficienza degli ambiti e quindi della “giustizia distributiva”, che ne sarebbe addirittura il principio ispiratore.

Ma ancora una volta un semplice conticino ci porta a conclusioni opposte.

Per sette ambiti ci sono solo tre STIR e, per il momento, solo gli invasi  offerti dall’Area Nolana.

Per chi non lo sapesse lo STIR di Tufino, a pieno regime, ha una capacità lavorativa pari a 1500 t. di rifiuti al giorno, che moltiplicate per 365, equivalgono a 547.500 t.

Ancora, sempre a vantaggio di chi lo avesse dimenticato, o mai saputo, aggiungiamo, attingendo per i numeri sempre alla solita e non sospetta fonte sopra segnalata, che la frazione di rifiuti in questione(CER 19.05.03) prodotta da Comuni dell’Area Nolana è pari o poco più di 3000 t. all’anno.

Questa è l’ autonomia, questa la bella giustizia distributiva:ce ne portano più di 500.000 t. e non ne vogliono prendere neppure 3000!

e)-Un’ingiustizia distributiva, analoga a quella registrata tra gli “ambiti”, è presente all’interno del singolo “ambito” Area Nolana.

Dei 22 Comuni che ne fanno parte, quale ha il triste primato della località Paenzano, che, in un fazzoletto di terra, ospita una cava super-attiva, uno STIR e due discariche?

Certamente nessuno.
Eppure per accogliere quelle poche migliaia di tonnellate di “compost fuori specifica”, si è pensato ancora una volta a Paenzano.

STIR e discariche a contatto di gomito; come dire casa e bottega.

f)-L’accordo esclude l’apertura di discariche per il tal quale nell’Area Nolana (Art. 5comma 7): è parso di capire che questo sia il punto forte del fronte del sì.

Ma quali discariche?

Rileggiamo ancora una volta, ma questa è davvero l’ultima, quei numeri fornitici dalle prime bozze dell’accordo.

A proposito,chissà perché alcuni di essi sono scomparsi dal testo definitivo.

A noi erano parsi così illuminanti! O forse proprio per questo?

Ebbene quei numeri dicono che in tutta la provincia di Napoli si producono 4200 t. di rifiuti al giorno, che al netto della differenziata diventano 3000.

Ogni STIR ha una capacità lavorativa superiore a mille tonnellate al giorno, che, moltiplicate per tre, supera il quantitativo complessivamente prodotto dall’intera provincia.

Se poi anche la città di Napoli decidesse finalmente di mettere giudizio, cominciando a differenziare per davvero, gli STIR corrono il serio rischio di rimanere addirittura sotto alimentati.

Dunque a che e a chi sarebbe servita/serve una nuova discarica?

La verità è che l’accordo parte da premesse traballanti e punta a scongiurare un pericolo inesistente.

Circa le opere di mitigazione ambientale, la costruzione di nuove arterie e il miglioramento delle vecchie, la realizzazione di un’impiantistica per l’ottimizzazione di tutto il sistema rifiuti, valga un solo e secco commento:chiacchiere.

Vedansi, per credere, le intese e i protocolli mai rispettati, le pubbliche promesse mai mantenute.

Questo triste passato, a così breve distanza dalla firma, è già diventato presente, come involontariamente hanno dimostrato gli stessi sindaci firmatari, che,per il rispetto di uno dei punti-chiave dell’accordo, sono stati costretti ad inscenare una protesta davanti allo STIR di Tufino.

La minaccia di privare i Comuni non firmatari del ristoro ambientale e della priorità di sversamento allo STIR, di cui all’accordo, ha dell’incredibile.

Ancora più inaccettabile quanto successo all’incontro del coordinamento dei Comuni del 26.9.2011.

I sindaci non sottoscrittori dell’accordo, regolarmente invitati a partecipare,sono stati, a lavori iniziati, privati del diritto-dovere di voto sugli argomenti all’ordine del giorno.

Non solo, ma sempre alla luce di una discutibilissima interpretazione degli effetti dell’accordo, è stato loro ufficialmente comunicato, di ritenersi fuori dall’Area Nolana e di trovarsi conseguentemente una “sistemazione” da qualche altra parte, in spregio a tutti i criteri di omogeneità e di contiguità territoriale.

Escludendo ogni intento persecutorio, di cui obiettivamente non s’intravedono i motivi, è chiaro che ci troviamo di fronte ad errori di valutazione, che diventano ancora più imperdonabili per la parte dovuta ad un’evidente supervalutazione delle funzioni esercitate dal collegio dei sindaci firmatari dell’”accordo”.

L’auspicio è quello di recuperare e rafforzare, anche nella diversità di posizioni, l’obiettivo comune di salvaguardare il territorio da ulteriori scempi e pericoli.

Come ci viene giustamente chiesto dalle popolazioni amministrate.

Dalla Casa Comunale di Visciano,11 ottobre 2011

I sindaci dei Comuni di:

Roccarainola, avv. Raffaele De Simone

San Vitaliano, dott. Antonio Falcone

Visciano, prof. Domenico Montanaro

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