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Non è che l’inizio. di Nicola Di Mauro

Riproponiamo il discorso dell’inaugurazione di Nicola Di Mauro:

Oggi ci incontriamo in questo luogo fisico per inaugurare una nuova stagione per la nostra comunità. Abbiamo fatto questa scelta consapevoli della necessità di un’azione politica e sociale in funzione di una ricostruzione delle relazioni e dei rapporti umani. All’aridità culturale, sociale, politica e della dimensione più intima della nostra esistenza di cittadini tufinesi, abbiamo deciso di contrapporre la vitalità dell’agire collettivo, la freschezza delle nuove generazioni che riconoscono in questo luogo un punto di riferimento; abbiamo scelto al gioco politicista di signori e signorotti una partecipazione attiva quanto più ampia possibile. Questo luogo sarà il contenitore di nuove esperienze che parleranno in maniera diretta alla città del suo presente, del suo passato e soprattutto del suo futuro. Abbiamo una postazione internet per restare sempre collegati con le vicende esterne, per uscire da sterili logiche di campanilismo. Dobbiamo avere la consapevolezza che la nostra terra è legata in maniera indissolubile alle sorti di un territorio molto più vasto che è attraversato da una fitta rete di relazioni. I computer messi a disposizione dei soci saranno gli strumenti per l’elaborazione critica e per la redazione del nostro giornalino e del nostro sito. Noi crediamo che una delle caratteristiche della nostra attività debba essere l’uso sapiente e complementare di vecchie e nuove forme di comunicazione. Saremo capaci di restare in contatto con 500 persone contemporaneamente su un social network e nello stesso momento parlare nelle strade dei quartieri armati di voce e megafoni. Abbiamo un videoproiettore per organizzare cineforum e dibattiti, ci doteremo di una piccola biblioteca aperta a tutti e al contributo di tutti, nella convinzione che la cultura deve essere libera e gratuita, e soprattutto nella convinzione che la cultura rende liberi. Già prima dell’inaugurazione si è costituito in maniera informale un gruppo giovanile che si ritrova costantemente dentro questa stanza e che si diverte, pensa e fa progetti sul proprio futuro e su quello dell’intera comunità. Questi ragazzi, insieme, fuggono la noia di un paese che non offre loro alcun servizio, ma non fuggono dalla propria terra, né l’abbandonano. Si ritrovano qui a immaginare un futuro diverso e a costruirlo. Sì, perché non basta immaginare l’avvenire, bisogna agire per incidere nel corso della Storia. E l’apertura di questo luogo di condivisione, di partecipazione democratica, di riflessione e critica dell’esistente è un atto nel segno del cambiamento. Questo luogo è anche e soprattutto il luogo dell’elaborazione e della partecipazione politica. Se fino ad ora non è stato chiaro, da oggi deve essere limpido per tutti. Lista civica per Tufino parteciperà alle prossime elezioni. Lista civica per Tufino è la prima lista che ufficialmente si candida al governo di questa città e nasce dall’esigenza di riconvertire il deserto sociale e politico del nostro paese. Tufino soffre una spaccatura che è fuori dalla Storia. Due fazioni e due tifoserie non hanno più senso di esistere. Nessuno può più permettersi di costringere la società tufinese in un misero e umiliante chiacchiericcio. Nessuno può più dividere nella vita e nei rapporti gli individui che appartengono alla stessa comunità. E nessuno potrà più farlo perché saremo noi tutti a impedirlo. Noi tutti abbiamo il dovere di metterci a lavoro per ricostruire un tessuto sociale ormai sfibrato; ognuno di noi ha il compito di riprendere le relazioni personali per trasformarle in relazioni politiche forti in vista del momento elettorale. Il metodo che abbiamo usato fino ad ora e che continueremo ad usare è il metodo democratico per il quale nessuno ha più voce in capitolo di un altro, le decisioni si assumono collettivamente in assemblea. Solo così la partecipazione larga può produrre dei risultati. Nonostante i continui tentativi di screditarci, il nostro gruppo continua a crescere come continua a crescere dentro di noi il grande sogno del riscatto. Noi stiamo immaginando una comunità armoniosa, che rispetta il proprio ambiente, che apre le scuole pubbliche invece di chiuderle, che non dà false speranze ai propri figli legandoli ad esistenze da precari; stiamo immaginando una comunità che si doti di tutti i servizi essenziali per i giovani e i giovanissimi, per gli anziani che sono risorsa per la loro saggezza e non carne vecchia da depositare in luoghi inospitali. Il nostro sogno cresce dentro di noi e cresce nella città. Questo luogo ne è la dimostrazione, è la dimostrazione del fatto che il nostro sogno può diventare realtà concreta, può trasformarsi in struttura che vive e funziona grazie a braccia, gambe e testa di persone volenterose. Il nostro slogan è una poesia perché pensiamo che la vita e la politica siano migliori con essa, siano più belle e più forti: POTRANNO TAGLIARE TUTTI I FIORI, MA NON FERMERANNO MAI LA PRIMAVERA. E la nostra sarà una primavera perpetua e indimenticabile.

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