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COMINCIARE A FARE di Pasquale Cozzolino

Il non fare è peggio del fare sbagliato. L’ immobilismo delle istituzioni locali in tutti i settori, che va avanti da parecchi anni e almeno da quando abito a Tufino è disarmante se confrontato con quello che i comuni vicini a noi almeno tentano di fare. La mia impressione è che questa contrapposizione tra i due schieramenti storici che da circa 60 anni si alternano alla guida delle amministrazioni locali, ha generato nel tempo una tale rivalità una lotta con interi nuclei familiari in “guerra” tra loro. Se tutti, e dico tutti, facessero un passo indietro per il bene del paese e non si pensasse solo ad i propri interessi personali o di famiglia, allora potremmo essere tutti un po’ più “ ricchi” e vivere un poco meglio nella nostra cittadina. Fare in modo che i giovani non siano costretti ad uscire da Tufino per una qualsiasi cosa ed evitare di farli crescere nella noia, molto pericolosa, e soprattutto dare loro una speranza nel futuro per far si che loro, i giovani, siano il seme della speranza in un futuro che non faccia più paura. Fare in modo di creare delle comodità possibili perché già presenti in altri comuni territorialmente più complicati, sto riferendomi per esempio alle isole oppure punti ecologici dove un qualsiasi cittadino possa nel rispetto delle regole recarsi per depositare un certo tipo di rifiuti. Una scuola più sicura e ricca di iniziative, per fare in modo che una famiglia neotufinese non sia quasi costretta ad iscrivere i propri bambini in scuole di comuni limitrofi. Un percorso dove poter andare tranquillamente in bici oppure fare un po’ di corsa all’aria aperta, senza il pericolo di cani randagi oppure di strade rotte e dissestate. Volendo, sarebbe possibile creare eventi che potrebbero far parlare di Tufino positivamente e non solo per le discariche, lo stir e le cave dismesse. Aprirsi alla ricchezza culturale di chi è “Forastirero” e permettere una più facile integrazione di esso. Far sì che in qualche anno le nostre proprietà possano rivalutarsi maggiormente grazie ad un paese ricco di iniziative culturali che impegnerebbero tutti i tufinesi di tutte le età e li renderebbero più orgogliosi di vivere a Tufino e di essere Tufinesi. Perché noi possiamo anche vivere in un castello, una villa esagerata di sei piani, ma se quando usciamo troviamo il niente, il degrado, il fumo irrespirabile, i cani randagi, allora abbiamo fallito tutti, e il futuro per i nostri giovani sarà uguale a quello della nostra città! Questo articolo è uno sfogo di un neotufinese che da 11 anni abita a Tufino ma che non vive a Tufino, e che poco ha visto realizzare per il paese in questi anni, sentendosi a volte quasi costretto a dovere riorganizzare la propria vita e quella della famiglia da un’ altra parte. Ringrazio per lo spazio offerto da questo giornalino e della possibilità avuta di poter comunicare dei pensieri e delle riflessioni.


					
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