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Questione rifiuti

DIGESTORE ANAEROBICO O IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO?

L’installazione del digestore anaerobico adiacente allo Stir di Tufino comporta tre diversi rischi per il ciclo dei rifiuti dell’Area Nolana.

Il primo è la rinuncia alla costruzione di un impianto di compostaggio (magari in area ASI) gestito in maniera consortile che, a differenza del digestore anaerobico, avrebbe garantito la produzione di un compost di qualità da usare come fertilizzante per l’agricoltura e per la ripresa o bonifica dei terreni. L’esistenza di un impianto di digestione anaerobica nell’area nolana assorbirebbe tutta la frazione organica negando la possibilità al territorio di dotarsi di un impianto di compostaggio.

La rinuncia alla costruzione di un impianto di compostaggio comporterebbe, e questo è il secondo tipo di rischio, la mancata chiusura del ciclo dei rifiuti: come si può notare dalla figure riportate (Fonte: ARPAV Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale del Veneto), attraverso la digestione anaerobica si produce biogas e quindi energia, ma anche digestato che deve essere opportunamente smaltito con ogni probabilità in discarica, o al massimo sottoposto a stabilizzazione aerobica, cioè attraverso il compostaggio (Fonte: http://www.novambiente.it ). Infatti è proprio il processo di compostaggio che produce solo ammendante compostato di qualità chiudendo così il ciclo dei rifiuti per la parte organica che, come è risaputo, è la parte più consistente e che più può creare problemi allo smaltimento dei rifiuti.

Il terzo tipo di rischio, invece, è direttamente correlato alla scelta del sito per l’installazione del digestore anaerobico: l’adiacenza allo Stir di Tufino, probabilmente, è funzionale all’utilizzo della frazione umida in uscita dallo Stir come materiale utile da utilizzare per la digestione anaerobica. Il punto è che quella frazione umida in uscita dallo Stir è “sporca” (l’accordo sottoscritto da Regione, Provincia e Comuni dell’area nolana consente il conferimento nello Stir di Tufino a tutti i comuni che superino la soglia misera del 20 % di umido sul totale dei Rifiuti Solidi Urbani) e con ogni probabilità contiene, come minimo, metalli pesanti nocivi per l’organismo umano. In questo caso i costi di abbattimento degli elementi tossici e i rischi ambientali sarebbero molto alti.

A questo punto non capiamo la logica della scelta di questo tipo di impiantistica. Tenendo in considerazione questi rischi, non era meglio progettare e costruire un impianto di compostaggio in area ASI che avrebbe usato come materiale utile per il compostaggio solo la frazione organica proveniente da raccolta differenziata, chiudendo,in tal modo, il ciclo dei rifiuti per la parte organica e che avrebbe prodotto un compost di qualità da usare come fertilizzante per l’agricoltura o la ripresa dei terreni colpiti da interventi invasivi?

Piuttosto abbiamo il sospetto che i sindaci firmatari dell’accordo e in particolare il sindaco di Tufino dott. Carlo Ferone, che tanto ha insistito sulla bontà di questo digestore anaerobico adiacente allo Stir, vogliano trasformare l’Area Nolana nella terra dei rifiuti in cambio di compensazioni economiche, a scapito della salute dei cittadini

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