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AUSILIA BALLETTA, UNA VITA DI CORSA! di F. Tortora – N. Di Mauro – C. Parente

foto e giornali sportivi sulla nostra Ausilia

Ausilia BALLETTA ( Pomigliano d’Arco, 1976), nelle Fiamme Azzurre dal 1998, è stata una delle migliori mezzofondiste italiane. Residente a Tufino (Napoli) e diplomata all’istituto magistrale, la ragazza tufinesi è stata allenata dall’ex siepista della Partenope Riccardo Mangione ed ha esordito in campo internazionale negli Europei juniores di Nyiregyhaza (Ungheria) nel ’95, piazzandosi nona nella finale dei 3000 metri. Successivamente,  sulla scorta degli eccellenti risultati ottenuti nelle campestri, ha partecipato agli Europei di cross svoltisi a Malmö ed è giunta seconda ai campionati italiani di S. Vittore Olona in marzo dell’anno successivo.

Intervistatore:  Ausilia, come è nata la tua passione per la corsa?

Ausilia:   Grazie a papà Vito, appassionato di vari sport (pugilato,ciclismo,corsa, calcio ), che ad un certo punto ha lasciato le sue passioni per dedicarsi a me. In realtà egli per seguirmi e darmi una mano negli allenamenti ha cominciato a correre e gareggiare anch’egli, vincendo  diversi titoli regionali.

Intervistatore: Quindi è una dote di famiglia, lo avete nel vostro DNA. E quando hai cominciato a gareggiare?

Ausilia con la maglia della nazionale

Ausilia:   Ho iniziato a gareggiare ad 8 anni, quando era ancora alle elementari……..mio padre infatti  quell’anno  insistette con il  preside della scuola di Tufino affinchè fossero organizzati dei giochi della gioventù. Da quel momento ho cominciato a correre nelle gare che si tenevano nei paesi vicini come  Casamarciano,  Roccarainola, ecc.  L’ attività agonistica è cominciata quando avevo 12 anni, con una prima gara ad Agnano. Ricordo che il pulmino che doveva accompagnarmi arrivò in ritardo ed a me sembrava una tragedia, l’ansia aumentava sempre di più ed  avevo voglia di vomitare ( una caratteristica che mi ha accompagnato per tutta la mia vita agonistica in conseguenza della forte tensione emotiva che avevo prima di ogni gara). Giunsi ad Agnano appena in tempo per la partenza e non riuscii ad effettuare nemmeno il riscaldamento muscolare: partii come un razzo appena sentii lo sparo che segnalava la partenza e giunsi seconda al traguardo, ma tanto bastò perché fossi notata da  Riccardo Mangione che, avvicinatosi a mio padre gli chiese: sta piccerella me piace, ma vulite purtà a fa nu provino ‘o campo Virgiliano?  Mamma era contraria,  pensava che non fosse il caso che una ragazza facesse  l’atleta,  ma papà   insistette per portarmici…. e da lì è cominciato tutto! Dopo 15 giorni ero già in gara a Rieti (maggio 1988) ed a giugno ero ad un meeting a Pula (Sardegna).

Intervistatore:  Quindi una crescita sportiva velocissima…….

Ausilia:     No, al contrario. La crescita è stata graduale e faticosa, ma continua.  E finalmente il 17 marzo 1990 vinsi la mia prima gara importante:  la finale nazionale dei giochi della gioventù a Darfo Boario Terme (Br).

Intervistatore: Hai ricordi particolari di quella “ prima volta importante”, come dici tu?

Ausilia:      Come potrei non averne! Devi sapere che papà mi aveva accompagnato a Boario Terme e che quel giorno era il compleanno di mia mamma che era restata a casa: le telefonai immediatamente dopo la gara, le dissi che avevo vinto il titolo italiano e che lo dedicavo a lei…. Non stava più nella pelle….

il piccolo Antonio che guarda le foto di mamma Ausilia

Intervistatore:  Splendido….. e poi?

Ausilia:       Bè, poi ho rivinto il titolo nel ’91 con l’Istituto Magistrale di Nola, a Treviso…  Poi nel ’92 sono diventata campionessa italiana sui 1500 mt. a  Grosseto. Nel ’94 ho vinto il campionato italiano di corsa campestre alle Capannelle, a Roma. Ho fatto parte sei volte della nazionale italiana di atletica. L’ ultima mia gara importante, prima della gravidanza che mi haregalato il mio primogenito Antonio, è stata a Bordeaux durante i mondiali  militari ( poiché nel frattempo nel 1998 ero entrata a far parte delle  Fiamme Azzurre) dove mi classificai al 3° posto nella gara a squadre. Poi cominciarono vari problemi fisici conseguenti ad una caduta in allenamento occorsami ad Avellino, e che ha segnato l’inizio del mio declino sportivo.

Intervistatore:   Capisco….. ed oggi?

Ausilia:     Oggi ho lasciato l’attività agonistica dedicandomi solo al lavoro nella polizia penitenziaria ed alla famiglia….. I miei tre splendidi figli (Antonio, Vito ed Elvira, la principessina della casa) assorbono molto del mio tempo. Se loro me lo consentono, corro 2-3 volte a settimana.

Intervistatore:   Quindi sei soddisfatta della tua vita attuale?

una piccola parte dei trofei della nostra campionessa

Ausilia:     Sono soddisfatta di quello che ho ottenuto anche se, ad onor del vero, talvolta sento la mancanza sia dell’atmosfera delle gare che del quotidiano ritmo degli allenamenti….sai, quando partivo pensavo solo a vincere, volevo giungere al più presto al traguardo….nella mia mente non c’era posto per altri pensieri, mi trasformavo praticamente in un  “animale da competizione”…..Era per questo motivo che mi veniva voglia di vomitare prima della gara: era la troppa adrenalina.

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