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LE STRUTTURE PUBBLICHE AI CITTADINI! di Onofrio Petillo

Una alla volta “cadono” tutte le strutture pubbliche di Tufino. Ad inaugurare la nefasta novità è stata la scuola elementare di Schiava ad essere destinata ad altro. Quasi 10 anni fa iniziarono i lavori di riattazione per trasformarla in ricovero per malati psichiatrici, in gestione all’Asl. Per adesso i lavori procedono con snervante lentezza e si spera che altre disavventure non costellino il cammino lungo dei lavori di questo manufatto. Stessa sorte è toccata alla ex scuola agraria della Gescal:prima asilo, poi scuola media, poi abbandono, data successivamente in gestione, parzialmente, ad un privato per diventare una palestra. Il suo destino è caserma dei carabinieri. Tutti i locali comunali posti nella nuova sede comunale sono dati in fitto a medici, un altro grande locale ospita la farmacia mentre l’ex casa comunale è la sede dell’ARPAC. La ex mensa Bruno,già edificio delle suore, dopo il suo dimezzamento per consentire l’allargamento di via Roma, è rimasta abbandonata per molti anni,inutilizzata e danneggiata.

ex scuola elementare di Schiava

Il comune di Tufino alienandosi tutte gli edifici di sua proprietà si è privato della possibilità di dare spazio ai giovani, agli anziani e alla scuola. Infatti la scuola di Tufino soffre di una grave crisi di locali, poichè alcuni di essi sono fatiscenti, come s’è evidenziato nel corso delle continue piogge verificatesi nel mese di novembre e dicembre. Dai tetti cadeva acqua, tanto che i docenti hanno dovuto sopperire con bacinelle, e ciò ha provocato un grosso malcontento in molti genitori e sussiste il pericolo che un buon numero di bambini frequenteranno la scuola in altri comuni, con grave disagio e aggravio di spese. Questi edifici avrebbero potuto ospitare attività culturali e ricreative per i giovani e gli anziani, inesistenti a Tufino. Laboratori di pittura, ceramica, teatrali, musicali, biblioteca, cineforum e tanto altro potrebbero essere la risposta ad una noia diffusa nei nostri cittadini. Com’è che un’amministrazione comunale non ci pensa? E’ per ignavia,superficialità o per calcolo? Si ha paura della cultura e del fatto che le persone quando stanno insieme discutono e trovano una propria strada in modo autonomo?
E’ inutile sottolineare che se vincessimo le elezioni la cultura avrebbe un posto di preminenza nella prassi di governo

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Discussione

Un pensiero su “LE STRUTTURE PUBBLICHE AI CITTADINI! di Onofrio Petillo

  1. La cultura non paga, la monnezza si!!!

    Pubblicato da nappi giuseppe | 23 aprile 2011, 12:03

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